About Me
Dicono di me che io sia una lettrice compulsiva, una sognatrice, una scrittrice che vuole sempre il lieto fine e non perché creda nelle favole, bensì perché sono dell'idea che bisogna regalare un po' di dolcezza al lettore, affinché allieti la vita, che sa essere spietata.
Romana di nascita e fin dentro alle ossa, mi definisco comunque cittadina del mondo: amo viaggiare, sia con la fantasia, che con i miei mezzi a disposizione.
Ho una laurea in Lingue e Letterature Europee e Americane e ho iniziato a leggere ancor prima di iniziare la scuola elementare. I libri sono il mio rifugio, il posto sicuro in cui conoscere altri mondi.
Sono felicemente sposata con il mio protagonista maschile dei sogni e l'ho trovato anche grazie alla lettura.
Amo i romanzi rosa, troppo spesso banalmente ridotti a "letture femminili". Credo fermamente che se anche gli uomini si fermassero a leggere più romanzi rosa, riuscirebbero a comprendere meglio l'universo femminile e magari riuscirebbero a rispettarci un po' di più. Ma soprattutto, credo fermamente che la letteratura non abbia un genere, che sia aperta tutti, che sia tu uomo o donna o nessuno di questi.
Tra una serata per locali e una sul divano con un libro, sceglierò sempre la seconda.
Il mio sogno più grande è vivere a New York (ma rimarrà tale e continuerò ad accontentarmi di andare nella Grande Mela come turista) e adoro scrivere ascoltando i Queen e gli Oasis.
Appartengo a quella generazione che è nata senza connessione internet e si è ritrovata a navigare con la fibra, in cui gli sms si scrivevano tutti attaccati per non superarne il limite giornaliero e per cui un libro cartaceo era il regalo di Natale più bello.
Colleziono Barbie e ne ho più di quaranta, retaggio di un'infanzia passata a giocare con la bambola più bella e più ricca del mondo.
Ho iniziato a scrivere che ero una bambina, il mio primo romanzo rosa si intitolava "Oh no! Sono di nuovo cotta!" mentre quello thriller "Che fine ha fatto Andy McPhee?" e sono certa che siano ancora da qualche parte, sparsi nei cassetti. Perché ovviamente scrivevo con carta e penna.
Le parole hanno poteri magici, lasciarsi trasportare è il dono più bello che possiamo fare a noi stessi.

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